Lo sport italiano ha sempre cercato, creato, inventato duelli: nel calcio, nel basket, nella boxe. Nell'atletica leggera il duello era tutto made in Bologna perchè per oltre un decennio, in uno dei più bei periodi della nostra atletica femminile, era un perenne derby giocato tra le due più brave e vincenti atlete degli anni trenta : Ondina e Claudia.
Dal punto di vista tecnico, erano poliedriche entrambe gareggiando in svariate discipline e vincendo, per la precisione, in 7 differenti specialità .  Ondina oltre alle corse piane eccelleva nel salto in alto (il suo record di 1,56 è rimasto imbattuto per 18 anni)  e riusciva a competere anche come pentatleta; Claudia Testoni non aveva rivali nel salto in lungo (7 titoli in 10 anni) e fu imbattibile negli ultimi anni della sua carriera complice le disavventure fisiche del'amica-rivale.
Spingendo il bottone qui sotto potrete consultare una super tabella (gentilmente concessa da Gustavo Pallicca, giudice internazionale FIDAL e caro amico della famiglia De Lucchi Valla) in cui leggerete tutte le gare ufficiali in cui hanno partecipato le due campionesse sia nei Club sia in Nazionale; a voi il compito di confrontare le due carriere valutandole secondo i numeri ma senza dimenticare le due personalità che hanno fatto grande la nostra atletica.

Risultati a favore di Ondina

69

 
 

Risultati a favore di Claudia

37

Ondina Valla

Corporatura filiforme ma solida (1,74 per 66 kg), del suo repertorio oltre alla corsa e ai salti faceva parte persino il pentathlon, dove c’era anche da prendere in mano il peso, e lanciarlo più lontano possibile. Precoce e versatile con lei in squadra di punti se ne guadagnavano sempre tanti. Berlino rappresentò la sua consacrazione. Vi arrivò all’età di venti anni, diremmo giovanissima, ma col piglio di una veterana. Puntò tutto sulla specialità nella quale si riteneva più competitiva, quella degli 80 a ostacoli, seppure la concorrenza fosse spietata. Tra le avversarie, peraltro, una delle più temibili era l’amica-rivale in maglia azzurra, Claudia Testoni che in tutte le occasioni le aveva già tolto la soddisfazione di una vittoria o di un primato per tutto il 1936. La finale si disputò alle 17,30 del 6 agosto. Faceva un freddo insolito, e ciò contribuì a rendere le gambe di Ondina, già appesantite dall’acido lattico accumulato nelle batterie e nella semifinale, quanto mai rigide e doloranti. Una zolletta di zucchero imbevuta di cognac servì un po’ a scioglierla, giusto in tempo per farsi trovare pronta sulla striscia di partenza (i blocchi non esistevano ancora) allo sparo dello starter. Sei le finaliste, su otto corsie, Claudia in terza e Ondina in quinta corsia col pettorale 343. Le notizie, allora, arrivavano via radio o attraverso i giornali. Quella fu la prima volta in cui le telecamere misero l’occhio dentro una gara di atletica per riprenderla integralmente, e quindi ci fu per tanti la possibilità (in ritardo ovviamente, perché mancava la diretta) di vivere quella vittoria, vedere Ondina sul gradino più alto del podio, corona di alloro in testa, e in mano un alberello di quercia come simbolo di forza.

1 volta campionessa olimpica

80 metri ostacoli (1936)

1 volta campionessa internazionali universitari

100 metri piani (1933)

1 volta campionessa internazionali universitari

staffetta 4x100 metri (1933)

1 volta campionessa internazionali universitari

80 metri ostacoli (1933)

1 volta campionessa internazionali universitari

salto in alto (1933)

1 volta campionessa nazionale

60 metri piani (1932)

2 volte campionessa nazionale

100 metri piani (1933, 1936)

1 volta campionessa nazionale

staffetta 4×100 metri (1934)

6 volte campionessa nazionale

80 metri ostacoli (1930, 1931, 1932, 1933, 1934, 1937)

5 volte campionessa nazionale

salto in alto (1930, 1931, 1933, 1937, 1940)

1 volta campionessa italiana

salto in alto da fermo (1930)

1 volta campionessa italiana

pentathlon (1935)

Claudia Testoni

Claudia con il suo carattere  riservato era meno "vulcanica" dell'amica-rivale Ondina. Inseparabili dal 1930 al 35 prima nella stessa scuola e poi nello stesso club la Bologna sportiva poi confluita nella mitica Virtus .
In questo periodo i loro confronti diretti erano stati 92: 67 per Valla, 20 per Testoni (più 5 ex-aequo).
Nell'anno olimpico Claudia si accasò con la Venchi di Torino, e maturò in pieno. Era tra le favorite per i Giochi Olimpici del 1936 a Berlino sugli 80 metri ostacoli ma in quell'avvincente finale il destino le giocò un brutto scherzo: prima la Valla e quarta la Testoni, entrambe cronometrate ufficialmente in 11.7 (11.748 e 11.818 rispettivamente, in base ad un congegno automatico la Ziel-Zeit Camera, apparecchio capace di «leggere» il millesimo di secondo).
Dal 1936 al 1940 i confronti diretti con Ondina furono 18: 2 vinti dalla Valla e 16 dalla Testoni che riuscì ad invertire i ruoli, fino a centrare in più occasioni tempi da record mondiale negli anni 1938 e ’39. Furono omologati dalla Iaaf i due migliori: 11.3, prima a Garmisch-Partenkirchen e poi a Dresda, entrambi nel 1939.
Atleta molto eclettica, ha stabilito record italiani anche nei 100 piani con 12.0 (1939), nei 200 con 25.4 (1937), nel salto in alto con 1.54 (1936) e nel lungo con 5.65 (1937).
La sua notorietà crebbe, tanto che nell’aprile del 1938 la rivista "Lo sport fascista" ospitò un articolo scritto di suo pugno. In quello stesso anno disturbi alla vista sembrarono precluderle la partecipazione all’edizione inaugurale dei campionati Europei femminili a Vienna, ma poi Claudia andò e vinse in 11.6 battendo le migliori specialiste della Germania, nazione allora dominante nel settore donne. Quello fu il risultato più importante della sua carriera.

1 volta campionessa europea

80 metri ostacoli (1938)

1 volta campionessa internazionali universitari

staffetta 4x100 metri (1933)

1 volta campionessa internazionali universitari

salto in lungo (1933)

1 volta campionessa nazionale

60 metri piani (1933)

1 volta campionessa nazionale

80 metri piani (1932)

3 volte campionessa nazionale

100 metri piani (1932, 1937, 1940)

2 volte campionessa nazionale

200 metri piani (1933, 1934)

3 volte campionessa nazionale

staffetta 4×100 metri (1934, 1936, 1939)

5 volte campionessa nazionale

80 metri ostacoli (1935, 1936, 1938, 1939, 1940)

7 volte campionessa nazionale

salto in lungo (1931, 1932, 1933, 1934, 1935, 1937, 1938)

Un'Amicizia che va oltre lo Sport

Sono cresciute insieme. Stessa scuola Regina Margherita, medesime squadre, Bologna Sportiva e la Virtus. Sono amiche e al contempo rivali. È la vita che le porta ad esserlo, perché entrambe sono brave, molto brave. Anzi, sono le migliori atlete italiane dell’epoca (e qualcuno dice della storia). L’anno delle Olimpiadi la Testoni decide di trasferirsi a Torino. Forse le continue sfide dirette con la Valla la opprimono un po’. Ha bisogno di conquistare i suoi spazi. E così sarà perché arriva alle Olimpiadi da favorita. La storia ha però un finale diverso da quello che tutti si aspettano. È la Valla a trionfare in quel pomeriggio tedesco mentre la Testoni resta fuori dal podio. Da quel momento si diffondono voci contraddittorie sul loro rapporto. La più frequente sui giornali è quella secondo cui la Testoni da quel 6 agosto non avrebbe più rivolto la parola alla Valla. In realtà la loro amicizia rimase intatta. A testimoniarlo ecco alcuni episodi post carriera agonistica. Siamo nel 1944. La Valla si sposa d'urgenza con il medico De Lucchi e subito dopo le nozze ed un piatto di minestra di fagioli della mamma Andreina parte per Vicenza dove Guglielmo doveva prendere servizio. Arrivati a destinazione il posto non era più disponibile quindi non restava che rientrare a Bologna. Nel rocambolesco ritorno in bicicletta sotto i continui bombardamenti alleati trovarono rifugio proprio a casa della Testoni che in quel tragico periodo si era trasferita a Desola di Mantova insieme al marito Edo Pedrazzini. Oltre a ciò nella gallery qui sotto potrete leggere le dediche nelle cartoline in cui Claudia  saluta con affetto l’amica Ondina e in altra è invece la Valla che dedica con affetto a Claudia. Per capire appieno quanto fosse intenso il rapporto tra di loro riportiamo le parole della Valla che nel 1998 quando apprende della scomparsa della Testoni ai giornalisti che la intervistano dichiara: “Pensare a Claudia è pensare alle cose più belle della mia vita”.

 

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